Il Tavolo della Pace

Ideato per simboleggiare l'incontro dei Grandi della Terra e i Responsabili dei Popoli in conflitto, è un oggetto che può essere tenuto in ogni casa a ricordo dell'impegno per il confronto, per il dialogo e per l'incontro.
Quando non si dialoga, il Tavolo della Pace venga offerto a chi deve riprendere il dialogo: stare insieme allo stesso tavolo "per guardarsi negli occhi", per mangiare lo stesso pane, significa riprendere fiducia reciproca, dialogare, superare diffidenze ed odi; un simbolo da dare a chi non dialoga (OLP - Israele - Somalia - ex-Jugoslavia - Irlanda - Costa d'Avorio - Liberia, ecc.).

Il tavolo della Pace può essere consegnato ai Responsabili dei Popoli per invitarli a ritrovarsi insieme, per la prima volta, per progettare il "Primo Millennio di Pace".
Il tavolo deve essere l'oggetto caro a quanti ritengono la Pace primario impegno di vita, può divenire il simbolo di vari meeting, concerti, partite di calcio, spettacoli e consegnato in ogni capitale del Mondo per chiedere che intorno a questo simbolo si realizzi la Piazza della Pace.
Tanti tavoli quanti sono i rappresentanti dei paesi all'ONU vengano esposti in quella sede "Casa Comune" per chiedere che tutti i Popoli siedano allo stesso tavolo per discutere finalmente insieme di Pace.
In Umbria, il tavolo dovrebbe essere permanentemente esposto presso la Rocca di Assisi o davanti la Basilica di S. Francesco o in altro emblematico luogo: nella sua completezza di tanti singoli per quanti sono i Popoli rappresentati all'ONU (o le capitali del Mondo) e comunque esposto in luogo idoneo chiuso (palazzo; un centro espositivo). Il tavolo deve anche essere il simbolo di riconciliazione per le persone che non dialogano. Può essere l'oggetto caro ad ogni famiglia, scuola od associazione.