Come nacque la campagna delle 'Adozioni a distanza'
Cominciai a parlare
di adozioni a distanza nel 1988, quando, organizzando il "Progetto
Americhe" (Delegazioni del Centro Pace in tutti i Paesi americani)
soprattutto alle Delegazioni che si recavano nel Centro e nel Sud
di quel continente chiesi, come coordinatore del progetto, di occuparsi
dei bambini in difficoltà e di ipotizzare, al ritorno, forme di intervento.
Mentre si parlava sempre di cooperazione come intervento del Governo
soltanto, comprendevo che era tempo ormai come cittadini di dimostrare
che ognuno, ogni famiglia o scuola o fabbrica o associazione può fare
cooperazione dal basso.
Un altro concetto che come educatore ritenni importante e di sicura
presa era il fatto di non strappare quei bambini alle loro famiglie,
al loro ambiente. Un gesto di concreta e possibile solidarietà.
In ogni occasione in Umbria abbiamo per un anno fatto opera di sensibilizzazione;
spesso abbiamo inviato, secondo lo stile collaudato, messaggi ad operatori
dell'informazione a livello nazionale o a politici o a rappresentanti
del mondo dello sport, della scuola, dell'associazionismo.
Un grazie alla Juventus calcio: dalla partita di calcio di Pistoia
- del gennaio '91 - resa possibile dall'area sport, tutti i quotidiani
nazionali ne hanno dato ampio spazio.
- Un grazie al
Ministero delle Poste che ci ha permesso una capillare diffusione
territoriale;
- a quanti hanno
creduto nella bontà dell'iniziativa, a tutti i livelli;
- al mondo della
Scuola, che ha dato e sta dando forte 'contributo';
- ai Volontari
che ogni giorno sono a disposizione al Centro Pace, rispondendo
alle chiamate che giungono da tutt'Italia;
- a Danila Guarnieri
Capano, al Direttivo del Centro Pace per aver mantenuto l'iniziativa
ad un livello ideale di Volontariato.